MVRDV, GAM 4.0. - TORINO

Les Confrères de la nuit. Creatori di edifici, che prendono vita soprattutto di notte, come personaggi dei dipinti di Toulouse-Lautrec, e che assumono un fascino speciale quando è la luce, che dall’interno proviene, a disegnare lo spazio. Il buio smaterializza il superfluo ed è l’illuminazione a delineare il luogo, come se l’architetto avesse progettato intorno ad un vuoto, rendendolo così più importante del costruito. Questo sarà la nuova GAM 4.0, futuro intervento di rigenerazione presentato a Torino al Teatro Regio lo scorso 30 giugno dal gruppo vincitore del Concorso internazionale di progettazione, composto dagli studi MVRD di Rotterdam, Balance Architettura ed EP&S Group di Torino, con Stratosferica e Giorgina Bertolino.

E non era una sfida facile, perché l’impianto progettuale (vincitore di concorso nel 1951) degli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti era fortemente influenzato dall’estetica brutalista ed intenzionalmente si poneva in dissonanza sia con lo stile classico novecentesco, sia con la stessa tessitura urbanistica del quartiere Crocetta, in cui si colloca. Rispetto alla maglia ortogonale, razionale e ripetitiva, conservata a Torino dalle origini romane e così consona alla forma mentis della città, Bassi e Boschettivollero distinguere il loro lavoro, andando ad inserire il complesso diagonalmente nell’isolato. Non solo provocazione, ma un modo di intercettare al meglio la luce solare, seguendo l’asse eliotermico. Per l’epoca un progetto all’avanguardia, anticipatore dell’odierna bioarchitettura.

Nel tempo però su una costruzione dal connotato così marcato si sono sovrapposti interventi, che ne hanno fatto venir meno il carattere avveniristico. È proprio questo l’elemento fondamentale recuperato dal progetto vincitore per la nuova GAM 4.0, dove gli autori hanno lavorato “per sottrazione”, ricercando l’originaria “formula di struttura” dell’edificio, accentuando il rapporto tra quest’ultimo e la luce grazie a un’operazione di stripping, che ha consentito di liberare i soffitti della Galleria e le aperture verso l’esterno.

La GAM ha un patrimonio di oltre 50.000 opere, in gran parte finora rimasto nei depositi sotterranei, che alla conclusione dei lavori (inizio previsto nell’autunno 2027) potrà essere fruito dal pubblico in misura molto più ampia. Questo è l’obbiettivo fondamentale perseguito da molte istituzioni museali in Italia ed all’estero: nella primavera del 2027, data di celebrazione dei 50 anni del Centre Pompidou, verrà aperto a Massy il nuovo Centre Pompidou Francilien - Fabrique de l’art. In una superficie di 30.000 metri quadrati verranno custodite ed esposte al pubblico 150.000 opere della collezione. La nuova funzione del museo è conservare il patrimonio in un luogo di mediazione culturale, aperto alla scoperta, alla sperimentazione ed alla trasmissione dell’arte in tutte le sue forme. È quello che anche la GAM 4.0 aspira a diventare, pur in dimensioni contenute (meno di 7.000 metri quadrati), già peraltro ampliate nel progetto italo-olandese.

Il corpo principale dell’edificio corrisponde all’idea di flessibilità dello spazio, ottenuta attraverso uno “sfondamento” dei piani superiori, soluzione in conformità con quanto già esiste altrove, come nella vicina OGR (ndr. hub internazionale della cultura contemporanea e dell’innovazione tecnologica). Vera innovazione è, invece, quella che Jean Nouvel ha concepito per la Fondation Cartier per l’arte contemporanea (Parigi, 2 Place du Palais Royal), dove lo spazio è addirittura reso “elastico” attraverso piattaforme metalliche mobili. Il superamento dell’architettura statica.

Il piano interrato della GAM sarà un Deposito vivente, luogo espositivo attivo, percepibile anche dall’esterno grazie all’utilizzo di superfici trasparenti: il soffitto del Deposito sarà il pavimento quadrettato di una nuova piazza pubblica, che si trasforma nella notte in una diagonale di luce, straniante e misteriosa in una Torino da sempre velata di un occulto fascino. Alba Basile

Client: Fondazione Torino Musei, Fondazione Compagnia di San Paolo; Architect: MVRDV - Winy Maas (Founding Partner in charge); Bertrand Schippan (Partner); Design Team: Patrizia Bucciarelli, Federico Fiorino, Miguel del Campo Grijalbo; Co-Architect: Balance Architettura Structural engineer, MEP, Cost calculation, Environmental advisor: EP&S Group Energy consultant: Busato Geologist: Di Gioia Michelangelo; Visualisations: Antonio Luca Coco, Luana La Martina, Angelo La Delfa, Lorenzo D'Alessando, Stefano Fiaschi; Strategy and Development: Maria Stamati; Copyright: MVRDV Winy Maas, Jacob van Rijs, Nathalie de Vries; Sustainability certification: LEED Gold (Targeted)


