AARSCHOT, BELGIO


C+S ARCHITECTS, SNAKE BUILDING BY MARIO PISANI


Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini fondano a Venezia nel 1994 C+S ARCHITECTS, uno studio che interviene oggi guardando al futuro con un approccio innovativo prestando attenzione alla ricerca, all’insegnamento e alla prassi progettuale. Ciò che esalta la loro poetica è il rapporto della materia con la luce, il tempo e la natura. oltre l’attenzione alla ricchezza del lavoro degli artigiani. Tra i progetti recenti, lo “Snake Building” all’interno della rigenerazione urbana del masterplan De Torens, dove è in atto una trasformazione dell’ex sito industriale in un brano urbano con abitazioni, negozi e spazi pubblici, nato dalla ricerca delle stratificazioni storiche, dei materiali e delle tecniche locali.


 

Ripropone infatti le tracce del passato che evocano ricordi e rafforzano l’identità dei luoghi. Lo spazio pubblico diviene l’ossatura di un progetto che dona alla comunità sé stesso e favorire la continuità con il tessuto urbano. Frutto della collaborazione con a2o Architekten, incaricato dal committente del masterplan, la nuova architettura proviene da una serie di workshop ad Hasselt e i diversi lotti sono stati affidati ai vari studi coinvolti.

C+S interviene sull’identità stessa della comunità proponendo un disegno a scala urbana che premia il valore dell'artigianalità. Il lotto si trova ai bordi della città storica. Viene trasformato in una porta aperta sul nuovo quartiere, proprio per rafforzare la continuità con il resto della città. Ciò avviene con l’ampliamento dello spazio pubblico che supera il brief originario e modifica il blocco compatto con un’opera di erosione. Questa ridefinisce l’altezza e il volume realizzato.

 

 

L’impianto planimetrico dilata la dimensione della piazza. Un albero spunta dal parcheggio interrato e permette di vedere sulla collina l’Old Orleans Tower sulla collina. Vengono migliorati i flussi pedonali nel sito mentre in sezione le terrazze condizionano le coperture rimandando alla danza dei tetti, caratteristica delle città fiamminghe. Ciò che inizialmente era un monolite in mattoni si trasforma in un volume scavato da cui si intravede il cielo e palpita la vita. Ciò avviene grazie alla contestazione della vecchia pratica dello zoning che divide le città per parti omogenee mettendo da una parte il verde, vicino gli impianti sportivi, da un’altra le residenze e i centri commerciali per riproporre invece una città dove le funzioni si mescolano integrandosi tra loro, come nel tessuto storico.


 

Scrivono infatti nella presentazione “L’architettura diventa una cornice per l’abitare: le profonde logge sono definite da telai lignei, perché nel punto in cui l’edificio incontra il corpo umano la materia cambia. La solidità lascia spazio al tatto”. Anche le finestre che appaiono nel prospetto non rispettano la consuetudine per inventare nuovi ritmi che alludono alla trasformazione della città nel tempo mentre dall’interno mostrare un paesaggio sempre diverso, in sintonia coi movimenti urbani e le variazioni stagionali. A questo fine assume grande importanza la qualità dei dettagli come i giunti arretrati, le pieghe continue del mattone che entrano nelle logge, i bow-window che risalgono fino al tetto permettendo di articolare la narrazione.



Ciò che si evidenzia nell’opera è il suo voler divenire una sorta di scultura abitata in mattoni, dove i dettagli formati da aperture, ingressi e terrazze, in boiserie lignea, aprono a una dimensione domestica nella composizione, pensata come il luogo in cui può scorrere la calda vita dell’uomo. Mario Pisani


 

Client: Dyls, Belgium; Lead Architects and Design Guardianship: Carlo Cappai and Maria Alessandra Segantini, C+S ARCHITECTS; Detailed design and site supervision: a2o Architeckten. Photo: Alessandra Bello