
SILVIO D’ASCIA ARCHITECTURE, PICCOLO REATTORE NUCLEARE

Il piccolo reattore nucleare progettato da Silvio d’Ascia con Artelia (società di ingegneria specializzata) ha vinto il concorso di idee "Architettura per l’Energia 2026" indetto da SFENORG, la Società Francese per l'Energia Nucleare. Il concorso si propone di esplorare il ruolo dell'energia nucleare nei paesaggi esistenti, reinventando l'architettura nucleare.

La proposta di Silvio d’Ascia si integra con discrezione nel contesto senza imporre vincoli tecnologici o volumetrici. A metà strada tra paesaggio e infrastruttura, il progetto è radicato nel terreno, interrando più della metà della sua superficie e racchiudendo la restante parte del programma all'interno di una collina artificiale vegetalizzata. Il sito stesso diventa partecipe attivo di una protezione programmatica e della composizione topografica.

Trasformando il vincolo tecnico e funzionale in una risposta architettonica e paesaggistica, questo rapporto con il terreno permette lo sviluppo di una nuova forma tecnologica: misurata e discreta, ravvivata da una serie di aperture pixelate che richiamano l’universo digitale incarnando una certa idea di progresso scientifico ed energetico del nostro tempo.

La cittadina di Lourches, nella regione Nord-Pas-de-Calais, si è rivelata il luogo più adatto per fornire una risposta architettonica inserita in un territorio specifico, al contempo naturale e industriale. Lourches si inscrive infatti in una zona di ex miniere di carbone caratterizzata da insoliti cumuli di scorie, eredità dell'industria mineraria, che rappresentano una forma paesaggistica unica (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO).

"Il nostro progetto", spiega l'architetto, "costituisce un nuovo strato nell'evoluzione di un paesaggio storicamente legato all'energia, all'industria e alla trasformazione del territorio. Per evocare una nuova mitologia per il settore energetico, proponiamo di attingere a una vasta gamma di immagini: dai templi aztechi riconquistati dalla natura ai bastioni vegetati delle fortificazioni di Vauban, dai bunker in cemento armato della Seconda Guerra Mondiale alle incredibili astronavi utopiche dei fumetti fino alle megastrutture high-tech dei film di fantascienza”.

La tecnologia presentata si basa su un reattore a neutroni veloci in grado di utilizzare i rifiuti provenienti da centrali elettriche esistenti. La potenza richiesta è di 200 MW, sufficiente e flessibile per alimentare localmente una fabbrica, dei data center o una piccola città.
Project: Silvio d’Ascia Architecture; BET: Artelia - Mauro Mogliati, Nuclear Projects Manager


