ATELIER(S) ALFONSO FEMIA, LA CITTÀ
PARCO, BY MARIO PISANI

©Atelier(s) Alfonso Femia
Il noto studio di architettura, con la piena adesione dell’Amministrazione Comunale, ha proposto un progetto strategico che, dopo decenni di immobilismo, si pone l’obiettivo di trasformare in modo radicale una parte essenziale della città, eliminando ciò che rappresenta un vulnus, ovvero una frattura storica all’intero territorio. L’intervento punta infatti ad unire due aree centrali e decisive, ma fortemente compromesse per trasformarle nel nuovo cuore cittadino. Si tratta di Piazza del Popolo. Oggi appare rivestita di un’immensa colata di asfalto che si dilata su cinque ettari per adempiere alla funzione di parcheggio. La proposta va oltre la piazza per espandersi agli Orti Folconi, un comprensorio di oltre tre ettari, divenuto una discarica abusiva, costeggia la stazione ferroviaria, sull’altra sponda del torrente Letimbro.

A monte dell’intervento Femia e la sua équipe propone una riflessione teorica che centra l’attenzione su ciò che sta avvenendo nel tessuto urbano delle nostre città e può essere preso a esempio per situazioni simili, lasciate all’abbandono. Si tratta di una modalità di intervento scaturita da quel mix di fenomeni che parte dalla crisi economica e finanziaria, si innesca sulle conseguenze della pandemia, considera il cambiamento climatico e le nuove tecnologie nell’evoluzione della società.

©Atelier(s) Alfonso Femia
Tutto ciò necessita di un vero e
proprio cambio di paradigma che punta sulla città che torna a essere il frutto
di una coscienza collettiva fortemente condivisa. Se si vuole che le nuove
proposte abbiano successo. Del resto, ciò avveniva anche in altre epoche
storiche, quando si decideva la costruzione delle cattedrali o dei Palazzi del
Comune.

©Atelier(s) Alfonso Femia
Con tali presupposti propongono un’ipotesi
che si sviluppa su tre matrici. Sono composte da radicare, ovvero dal rispetto
e conservazione della memoria in grado di conservare l’identità del luogo. A
ciò si aggiunge attraversare, per mettere a punto strumenti attivi e
permeabili che favoriscono le connessioni tra i quartieri. La terza implica il rigenerare
che consiste nell’adeguare gli spazi a funzioni e significati contemporanei.

©Atelier(s) Alfonso Femia
Il masterplan risolve il collegamento che dagli Orti Folconi si connette con le due sponde del torrente, attraversa Piazza del Popolo e giunge alla Fortezza Priamar e al mare, restituendo la città ai cittadini. Ciò avviene con la creazione di un parco urbano di 67 mila metri quadrati che si estende per il 73 per cento dell’intera area di intervento. Un nuovo polmone verde oltre alla funzione di aggregatore sociale e di connessione tra la stazione, il centro storico e la darsena, farà in modo che il centro della città e la linea di costa possano divenire un ecosistema continuo in sintonia con i principi delle Nature Based Solutions (Nbs). Ciò consiste con l’eliminazione dell’attuale pavimentazione del suolo per implementare i sistemi di drenaggio sostenibile inserendo specifici flooding hotspot per la gestione delle acque.

©AF517
A ciò si affiancano coperture verdi, parchi e viali alberati. L’intervento proposto pone grande attenzione alla presenza dell’acqua, prevede un anello liquido all’interno del parco e un ponte ciclopedonale per unire le due sponde del Letimbro, oltre alla piantumazione di specie tipicamente mediterranee per mitigare il clima. A ciò si aggiunge un Palaeventi e una serie di abitazioni multigenerazionale progettate come nuovi poli di attrazione.

©AF517, ©Diorama”
Il Palaeventi sorge di fronte alla stazione per divenire una vera e propria infrastruttura di accesso alla città dedicata allo sport, all’intrattenimento, alla musica, agli spettacoli e ai convegni. Colma una storica assenza per Savona e si propone come un attrattore turistico. Dalla stazione ci si può accedere da una passerella e la struttura è dotata di parcheggi sotterranei. La copertura fruibile ospita attività all’aperto. A ciò si aggiunge una rivisitazione dell’offerta residenziale con una forte identità sociale e logiche di convivenza multigenerazionale grazie al senior living. Il tessuto storico viene riutilizzato creando un fronte lungo il fiume che valorizza i basamenti attivi come spazi commerciali mentre la mobilità sostenibile si sviluppa su assi di penetrazione pedonale e una rete di corridoi urbani liberati dal traffico veicolare per giungere fino alla Fortezza del Priamar e al mare. Mario Pisani


