CRACKS 02 BY MATTEO BERGAMINI
MUSEU LASAR SEGALL, SÃO PAULO, BRAZIL

C'è una piccola strada nel quartiere di Vila Mariana, appena fuori dal caos di San Paolo, dove dal 1967 una bella casa modernista firmata dall'architetto Gregori Warchavchik (1896-1972) è stata trasformata nel Museo Lasar Segall. Nato in Lituania nel 1889, studi nelle Accademie di Dresda e Berlino, Segall si rifugiò in Brasile definitivamente nel 1923, ma ciò non tolse che le opere prodotte sul suolo tedesco negli anni precedenti vennero incluse nella celeberrima mostra dedicata all'Arte Degenerata voluta da Adolf Hitler (650 opere confiscate da 32 musei tedeschi) la cui organizzazione era stata affidata al pittore Adolf Ziegler, su ordine del Ministro Joseph Goebbels.

Il mondo di Segall progettato da Warchavchik,
a Vila Mariana, è fatto di grandi ambienti: un giardino che ospita una marquise,
le celebri strutture pensili che appartenevano fortemente al Modernismo, la
casa trasformata in museo, e l'originale atelier dell'artista, ancora
funzionante e – probabilmente – il fiore all'occhiello della cultura
paulistana. Dal suo arrivo
in Brasile, ben presto Segall sperimentò una identificazione profonda con la cultura locale e con le sue
contraddizioni, conoscendo quella percezione che lo stesso artista identificava
come il miracolo della luce e del colore, dove l'improvvisata
architettura delle favelas insieme alle madri nere e ai marginalizzati della
società divennero uno dei temi ricorrenti della sua ricerca, situandosi
pienamente nel progetto culturale di un Brasile contemporaneo, anche a seguito
della celeberrima “Settimana dell'Arte Moderna” del 1922. Oggi il Museo Segall
è uno dei più curiosi di San Paolo, che mantiene dal 1976 – proprio negli
stessi spazi dell'atelier dell'artista – una vera e propria scuola di incisione
tra le più rinomate della città e, probabilmente, dell'intero continente
latino, insieme a una biblioteca specializzata nella teoria delle arti
sceniche.

D'altronde era stato lo stesso Segall a pensare il suo atelier come un ambiente aperto di formazione, la Scuola d'Arte Lasar Segall, che però non si concretizzò durante la sua vita ma quasi dieci anni dopo la trasformazione della casa in istituzione. Basato sulla libera espressione dei suoi partecipanti, senza richiedere conoscenze pregresse, L'Atelier Permanente di Libera Creazione in Arti Visive assunse la sua forma attuale nel 1989, offrendo corsi semestrali di xilografia, litografia, incisione su metallo e di disegno, e orari dedicati allo sviluppo e all'orientamento di progetti individuali, oltre che esposizione temporanee. Un universo raro, che offre la possibilità di usare anche una delle presse che lo stesso artista usava, oltre a raccoglie matrici litografiche, disporre di spazi per incisioni richiedenti processi chimici, come l'acquaforte e, dulcis in fundo, uno spazio cinema che è diventato un punto di riferimento molto frequentato nell'area. Dedicato a tutti coloro che stanno cercando l'eredità più autentica del Modernismo tropicale. Matteo Bergamini

