ISOLA DI SAN SERVOLO
LA NUOVA LUCE DI VENEZIA, DI ALBA BASILE

La finestra si apre sull’acqua, come su una zattera. Il campanile di San Marco appare vicino e sembra di poterlo sfiorare solo allungando la mano. Quante volte questi saranno stati i pensieri degli esseri umani, che nei secoli sono passati e rimasti all’Isola di San Servolo. Dal 1600 prima convento delle monache provenienti dalla cretese Candia, poi ospedale gestito dai Padri Ospedalieri di San Giovanni di Dio, infine manicomio fino alla chiusura nel 1978.

Arnaldo Pomodoro, Disco in forma di rosa del
deserto n. 1, 1993-1994, fiberglass, 620 × ø 320 × 100 cm
Questa è la storia che conferisce a San Servolo un’aura particolare, perché la sensazione è di entrare in un mondo metafisico e decisamente composito: un ampio parco naturale, antiche strutture ospedaliere psichiatriche ed il complesso ecclesiale divenuti strutture ricettive. Il restauro della chiesa di origine settecentesca ha conservato molto della struttura, rimaneggiata nel 1800, e connotata da un loggiato in facciata, sormontato da un timpano affiancato da due torri. Opere d’arte contemporanea “site specific” accolgono il visitatore fin dall’approdo: il “Disco a forma di rosa del deserto” di Arnaldo Pomodoro è accostato davanti alla reception ad un lavoro in bronzo del cinese Han Meilin, i teneri “Due Panda”, che appaiono molto concentrati su se stessi. Una delle sfumature autoironiche del luogo, così come il ristorante “Robe da Matti”, al quale si arriva passando vicino alla scultura in acciaio dipinto “Espiga Naranja” dell’artista messicano Sebastiàn (nome d’arte di Enrique Carbajal González). E’ inserita nel campus della Venice International University, installata nel 2024 in occasione dei 150 anni dall’apertura delle relazioni diplomatiche tra Italia e Messico.

San Servolo è però qualche cosa di più di questo: è dove è stato realizzato Venice Light Year, progetto di riqualificazione energetica nell’illuminazione, che ha reso l’isola efficiente e sostenibile grazie all’uso di tecnologie performanti, innovative e green. In Italia è il primo esempio di Project Financing con l’apertura del capitale sociale ad una comunità di cittadini attraverso l’equity crowdfunding. Illuminazione led e pannelli fotovoltaici non sono una novità assoluta: lo è la modalità “poetica” della collocazione dei pannelli al suolo. Questi tracciano un percorso attraverso l’isola, creando un illusorio effetto, che riproduce il navigare sui canali veneziani.

Mario Cucinella Architects, A flower in San Servolo
Ancora una volta si coglie una sottile ironia in questo riuscire a far camminare gli ospiti come se sfiorassero le acque fino all’anfiteatro dell’architetto Mario Cucinella, inaugurato nel maggio 2025. Il “Fiore di S. Servolo”, 800 moduli stampati in 3D, composti in modo da rendere l’idea di un insieme floreale, nato sulla prua di questa bizzarra isola-zattera nella laguna di una delle città più celebri al mondo.Quella di cui Peggy Guggenheim disse che l’unica cosa che potesse competere in bellezza era il suo riflesso nell’acqua. Alba Basile
