KANAL CENTRE POMPIDOU BRUXELLES


DA QUI ALL’INFINITO DI ALBA BASILE 

Aerial view from the west © Kanal

Le fabbriche sono musei, perché è lì che si esprime la creatività. Motori di ricerca, centri di sperimentazione e di confronto di idee, aperti al mondo esterno per comprenderne le evoluzioni e le esigenze. Lo sono da sempre, ma era necessario dichiararlo plasticamente, perché questa ne diventasse una lettura recepibile da tutti. Lo ho ha fatto il Centre Pompidou, grazie alle sue “antenne” sensibili ai cambiamenti della percezione culturale, con la nuova sede a Bruxelles, Kanal- Centre Pompidou, che verrà inaugurata l’ultima settimana di novembre 2026.


©Koen Van Damme

Solo chi ha davvero una visione prospettica poteva cogliere le potenzialità offerte dagli spazi immensi di quello che è stato negli anni Trenta del secolo scorso il più grande garage d’Europa, dove era esposta la mitica DS - immagine di eleganza e modernità con la quale Citroen voleva identificarsi - per trasformarli “in una proposta in piena risonanza con il DNA del Centre Pompidou”, così come li ha descritti Lorent Le Bon, Presidente del museo parigino.


©Alba Basile

Dell’originario progetto degli architetti Alexis Dumont, Marcel Van Goethem e Maurice-Jacques Ravazé in stile Art Déco/Funzionalista i tre studi attuali progettisti (noAarchitecten di Brussels, Sergison Bates Architects di Londra e EM2N di Zurigo) hanno conservato l'imponente facciata in vetro, acciaio e cemento armato, inserendola cromaticamente in un complesso  davvero ampio e valorizzando il lato con affaccio  lungo il canale Brussel-Anversa.


The old Citroën Garage, 1933. Copyright sau-msi.brussels  

L’architettura degli interni ha superato i limiti derivanti dall’essere stati originariamente in parte destinati ad uffici, rivisti sottolineando dell’edificio soprattutto l’altezza, che l’uso di vetri strutturali a parete ed ai soffitti rende infinita.  


©Bart Grietens

All’inaugurazione sono previste 9 importanti mostre, tasselli di una  collaborazione che già dal 2017,  per una convenzione in partenariato tra la Regione Bruxelles-Capitale, la Fondazione Kanal ed il Centre Pompidou, ha stabilito le basi ideali di questo polo pluridisciplinare, che sta mutando non solo una parte dell’urbanistica della città, ma il suo ecosistema artistico e sociale. Nasce infatti il Kanal District - ART FOOD LIFE e la capitale belga cambia il suo ritmo.


©Bart Grietens

Kasia Redzisz, direttrice artistica, non vede in Kanal solo un museo d’arte moderna e contemporanea, ma soprattutto un “campo relazionale” multietnico e transgenerazionale, di dibattito e di ascolto, dove si reinterpretino arte, differenti formati narrativi, l’incontro di storie ereditate con l’immaginazione del futuro e, perché no, anche la flânerie. “A place for all people”, così come lo è il Centre Pompidou secondo l’idea di Richard Rogers, autore insieme a Renzo Piano della sede parigina di un’istituzione che, attraverso il suo programma “Costellazioni” e circa 9000 prestiti all’anno della sua collezione permanente, si conferma come uno dei più grandi operatori culturali del mondo.


"A truly immense journey" Jane Graverol, L’Afrique inconnue – La mythologie comparée, 1958. Collectie Mu.ZEE Oostende – Collectie Vlaamse Gemeenschap. Foto door Steven Decroos

A truly immense journey  è la prima esposizione di lunga durata a Kanal: non è solo un titolo, ma lo spirito del nostro tempo. Ognuno può trovare un suo posto, può riconoscere una parte di sé in questo progetto. È la vera ragione della sua esistenza. Alba Basile

Veins Aligned [with] A Lapse, a Stain, a Fall, Otobong Nkanga, 2018, Kanal Collection, Images courtesy of Venice Biennale. Photos by Andrea Avezzù and Italo Rondinella