10 SPOTLIGHT BY JACQUELINE CERESOLI


INCONTRO CON SANDRO SCALIA FOTOGRAFO DEL SUD


©Sandro Scalia Tonnara e Castello Tafuri, Capo Passero 2008

Sandro Scalia (1959), fotografo, documentarista del cambiamento del territorio siciliano, tra i più significativi della sua generazione, capace di intrecciare memoria storica e realtà contemporanea, da sempre interessato all’architettura, paesaggio e beni culturali. Le sue fotografie mostrano il rapporto tra spazio, società, per riequilibrare degrado, denuncia dell’incuria dei luoghi urbani e bellezza, come atlante di memoria visiva sul Mezzogiorno policentrico e plurale.  È il fondatore del Corso di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove dal 1998 insegna Fotografia, un esploratore attento alle trasformazioni di Palermo e altre città in Sicilia, come specchio critico del rapporto tra architettura e paesaggio, passando dalla documentazione di palazzi storici, alle periferie, giardini, fino alle mutazioni morfologiche e paesaggistiche di linee di costa di un Sud Italia, polimorfico, contro stereotipi narrazioni nostalgiche e retoriche. In questa intervista ci racconta perché la fotografia è strumento di conoscenza e riflessione critica, tra crisi, fallimenti, conflitti e sur-visioni per trovare armonia dove c’è dissonanza, dentro e fuori un territorio come organismo sociale, evidenziando la visione di un diverso presente destinato a diventare patrimonio collettivo di identità, storia e memoria.


©Sandro Scalia Santa Margherita Belice 2012

Cos’è Palermo nel tuo sguardo? "Palermo è una città complessa, attraversata da profonde contraddizioni. A uno sguardo esterno, soprattutto a quello del visitatore che la esplora per turismo, appare come un luogo di straordinario fascino, ricco di storia, architetture, paesaggi e stratificazioni culturali. Ma dietro questa immagine si nasconde una realtà più problematica, che emerge soprattutto nell’esperienza quotidiana di chi la abita. L’incuria, la mancata cura degli spazi pubblici e dei luoghi vitali della città, l’inefficienza dei servizi e un sistema dei trasporti inadeguato, che contribuisce a rendere il traffico spesso insostenibile, incidono profondamente sulla qualità della vita dei residenti".


©
Sandro Scalia Villa Terrasi, Palermo 2015

"È proprio in questa distanza tra bellezza e degrado, potenzialità e abbandono, memoria e trasformazione che si manifesta la complessità di Palermo. Mettere in dialogo fotografie di epoche diverse, vedute storiche, mappe e paesaggi contemporanei significa allora non soltanto ricostruire la memoria visiva della città, ma anche interrogare criticamente il suo presente: riconoscere ciò che permane, ciò che è stato cancellato e ciò che, pur essendo essenziale alla vita collettiva, viene trascurato. Palermo diventa così un atlante di memorie, contraddizioni e trasformazioni, attraverso cui comprendere non solo come la città costruisce la propria identità, ma anche come le scelte, le mancanze e le responsabilità che ne orientano lo sviluppo condizionano l’esperienza di chi la vive ogni giorno".

©Sandro Scalia Villa Malfitano, Palermo 2013

Quale eredità vuoi lasciare ai posteri? "L’eredità che la fotografia lascia ai posteri risiede nella capacità di conservare le tracce delle trasformazioni del territorio e di restituire memoria a luoghi, paesaggi e relazioni spesso destinate a scomparire. Attraverso i numerosi progetti di ricerca, le campagne fotografiche e le pubblicazioni dedicate a Palermo e al suo territorio, la fotografia costruisce nel tempo una memoria visiva che documenta i cambiamenti, le permanenze e le contraddizioni del paesaggio". 


©
Sandro Scalia Salaparuta 2020

"Questi progetti non costituiscono soltanto una testimonianza del passato, ma uno strumento di conoscenza critica per le generazioni future. Le immagini permettono di confrontare ciò che è stato con ciò che è diventato, rendendo visibili le trasformazioni urbane, le alterazioni ambientali, le perdite e le potenzialità ancora presenti. L’eredità fotografica diventa così un patrimonio condiviso, capace di alimentare la memoria collettiva, stimolare nuove interpretazioni e contribuire a una maggiore consapevolezza del valore culturale e civile del territorio". Jacqueline Ceresoli


©Sandro Scalia Cattolica Eraclea, Eraclea
Minoa, 2008