Special N° 6

Aprile 2014

Il paradosso

 

Nel mondo del progetto degli interni, ovvero del linguaggio formale ed estetico, che determina il confort ambientale e l’efficienza degli spazi dedicati alle diverse attività, sembra si stia verificando sempre più uno strano paradosso.

 

Intendo considerare come il design ambientale e strumentale degli interni, di un aereo, di una automobile, di un treno, di un aeroporto, di una banca, degli uffici e dei luoghi di lavoro, realizzati negli ultimi decenni siano tutti coerenti al linguaggio espressivo contemporaneo: funzionale ed efficiente.

 

Il loro progetto con pochissime sovrastrutture decorative riesce, per lo più, a creare situazioni di confort sempre coerente anche con le necessità ergonomiche e culturali di chi deve abitare o usare questi spazi.

 

Non viene mai scordato nella loro espressività il periodo storico che la contemporaneità continuamente esprime. Infatti attualmente un buon progetto non può prescindere dai valori emozionali che il coinvolgimento dell’immagine e della comunicazione digitale creano nel confort dell’architettura degli interni .

 

Ebbene considerato quanto detto prima, ecco il paradosso. Sembra non aver nessun significato nella decorazione e negli arredamenti dei nostri spazi abitativi attuali.

 

La prima responsabilità è certamente del contenitore casa; progettato per lo più in altre epoche ma che anche attualmente pervicacemente continua a non subire innovazioni di sorta. La distribuzione interna della singole abitazioni perpetua sempre tipologie del passato anche per condizionamento oggettivo della costruzione che non tiene coto dalle nostre attuali necessità di uso degli spazi e dei volumi.

 

Spazi che continuano ad essere distinti in stanze di circa 15/20 m2 e le stanze dotate sempre da una porta alta 2,10 m e da una finestra. Situazioni distributive e strutturali che nelle tipologie esaminate prima non si verificano più da tempo.

 

Questo condizionamento architettonico ci coinvolge inevitabilmente negli arredi domestici a riprodurre in piccolo altri spazi storici e altri fasti imitando situazioni di confort non personalizzate ma solo imitative di altre esperienze.

 

Il conflitto di “gusto” e di coerenza avviene perché non possiamo privarci della coabitazione di tutte le altre nostre protesi elettroniche ed elettrodomestiche che per loro giusta natura e apparenza appartengono inevitabilmente a al mondo estetico attuale.

 

Cesare Maria Casati