Special N° 3

Febbraio 2013

Money Money Money !

 

Il primo vero spazio di vendita sono i soldi.

 

Pensiamoci: non esisterebbe luogo di scambio senza il mezzo con cui questo scambio è di fatto possibile. La natura del denaro quindi ha senz’altro avuto un ruolo importante nel determinare e caratterizzare anche gli spazi fisici dedicati alla vendita.

 

Molti studiosi si sono interrogati sulla vera natura del denaro. Alcuni di loro sono arrivati a definire il denaro come un luogo immateriale capace di immagazzinare tempo, spazio e materia e di dare alla combinazione di questi elementi un valore riassumibile in un numero. Per questo motivo il denaro può facilmente trasformarsi nel tempo che qualcuno ci dedica, o in un oggetto che qualcuno ci vende o anche in uno spazio che per un certo periodo possiamo affittare.

 

Il denaro è quindi il primo vero spazio virtuale di vendita dove l’attività svolta nel passato che ha prodotto un valore si proietta nel futuro come potenziale assoluto di scambio.

 

La natura immateriale di questo spazio di vendita primario ha probabilmente determinato la natura da sempre “effimera” e provvisoria degli spazi costruiti dedicati alla vendita. L’intrinseca provvisorietà del banco di vendita (da cui derivano le parole “banca” e “bank”) prima e degli allestimenti commerciali poi può essere interpretata come un richiamo a quest’ambito virtuale dove lo scambio di fatto avviene e così facendo lo induce.

 

La provvisorietà in qualche modo rappresenta da un lato la novità, l’“appena arrivato” e dall’altro rafforza l’idea che la possibilità dello scambio sia limitata nel tempo, spingendo di fatto ad attualizzarlo il più presto possibile, il famoso “compralo subito”, quello stato di frenesia in cui il compratore cade che è appunto direttamente collegato alle caratteristiche effimere, dinamiche e temporanee che circondano l’oggetto.

 

Smaterializzare il contesto, renderlo diafano, provvisorio, avvicina lo stato d’animo del visitatore allo stato virtuale del denaro, lo fa cadere in una sorta di stato di “trance commerciale” che è la precondizione per la successiva “transazione” monetaria.

 

Ben lo sapeva Walter Disney che inventò addirittura interi parchi per estraniare completamente il visitatore dallo stato reale e portarlo in un ambito tematico completamente straniante, nel quale perdesse completamente ogni connessione al materiale quotidiano.

 

L’obiettivo era “togliere 50 dollari” a ogni ospite. Il bello è che ci riusciva lasciando il visitatore soddisfatto e felice... almeno fino a quando non gli arrivava il conto della carta di credito!

 

Joseph di Pasquale