Special N° 10

Ottobre 2015

Architetti all'asta

 

Da alcuni anni sono attive in diversi Paesi alcune grandi società organizzate ad assegnare appalti e forniture di servizi o di materiali mediante aste on-line. 

 

Un sistema pratico ed efficace che consente ad aziende e privati di acquistare prodotti e servizi secondo un disciplinare di qualità e caratteristiche precise, invitando alcuni fornitori a fare una offerta on-line, e di assegnare l’ordine al prezzo e alle condizioni più convenienti. Un sistema ottimo e collaudato soprattutto nel campo degli acquisti dove è possibile, descrivendo in ogni dettaglio la fornitura desiderata, scegliere solo dopo aver confrontato le offerte economiche. 

 

Si ha la garanzia di ottenere quello che si è realmente scelto senza dove subire offerte non richieste di prodotti similari di aspetto ma non di qualità. Purtroppo da alcuni mesi questo sistema viene adottato anche da alcune aziende che dovendo scegliere un professionista architetto per conferire un incarico di progettazione si affidano ad aste on-line che presentano una rosa di architetti come si trattasse dell’acquisto di un lotto di legname.
 

Vengono invitati a partecipare all’asta un certo numero di architetti, con una descrizione sommaria della tipologia, le dimensioni e il valore dell’edificio da progettare, chiedendo loro di presentare una offerta solo economica.
 

L’incarico, e di vero incarico professionale si tratta, verrà affidato allo studio che ha presentato la condizioni più convenienti a prescindere dalle sue qualità e attitudini professionali. In questo caso non si tratta più di un rapporto fiduciario tra committente e architetto, di solito mediato da un curriculum e da un colloquio in cui vengono valutate le idee proposte e le possibili soluzioni oltre alle condizioni della parcella.


Lasciando al progettista già conosciuto o scelto da una rosa di contatti la responsabilità estetica e qualitativa del progetto. Prassi che da secoli ha consentito ai committenti, quando non vogliono optare per un progetto fatto e selezionato tramite un regolare concorso di progettazione, di scegliere il proprio architetto e partecipare con lui alla qualità del risultato finale della costruzione. Pensiamo cosa potrebbe succedere se anche l’avvocato, il commercialista e il medico venissero scelti on-line tra quelli che ci costassero meno.
 

E’ un imbarbarimento che tende a banalizzare la qualità del progetto e di conseguenza degli edifici con il risultato finale di abbassare al minimo i valori culturali ed estetici e di annullare ogni qualità individuale per non pagare il valore aggiunto del talento nella professione. I committenti di progetti non devono rinunciare alla loro responsabilità di partecipare strettamente alla qualità del risultato affiancando il progettista, che loro hanno scelto per stima, durante tutto il processo di ideazione e costruzione.

 

Cesare Maria Casati