L'Arca International N° 111

Marzo 2013

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Smart citizens

 

Ultimamente in Europa uno degli argomenti più diffusi nei convegni e dibattiti sullo sviluppo e indirizzo futuro delle città nel mondo intero è, senza dubbio, quello della progettazione delle “Smart Cities”. Ovvero delle città intelligenti.

 

L’idea o l’utopia è di realizzare un tessuto urbano fisicamente costruito in grado di offrire e facilitare attivamente l’uso di strutture e tecnologie che possano migliorare, collettivamente e individualmente, la qualità della vita.

 

L’idea è che la città intelligente riesca a conciliare le diverse esigenze dei cittadini nell’abitare, nel lavoro, nella formazione, nella salute e nel divertimento grazie all’impiego diffuso e innovativo delle TIC, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell’istruzione, dell’ambiente e della efficienza energetica.

 

E’ evidente che la nuova società della comunicazione, che si regge sull’informatica e sulle telecomunicazioni con le sue molteplici modalità d’informazione, locale e globale, con l’aggiunta continua di nuove tecnologie che modificano l’agire quotidiano, determina e determinerà sempre più la trasformazione del territorio dall’attuale agglomerato caotico di “cose” e persone in nuove “comunità” progettate, efficienti e socialmente innovative: dove intelligenza politica e risorse investite in tecnologia saranno in grado di incidere realmente sulla qualità di vita dei cittadini.

 

Se non diffondiamo ed educhiamo la cittadinanza a praticare e conoscere lo “smart living” sarà difficile ottenere dei risultati concreti. Perché avvenga una reale transizione verso “la smart city” occorre prima che nelle pubbliche amministrazioni e nella politica centrale dello Stato venga presa coscienza che già attualmente le nostre vite sono sempre più connesse e venga conosciuta seriamente la dimensione del problema e poi rapidamente vengano destinate risorse che consentano di trasformare i progetti in concrete realizzazioni.

 

Prospettive di sviluppo e di idee certamente valide e “smart” ma non dobbiamo dimenticare che sia la progettazione dei software che il progetto delle strutture urbane sono persona-centrico e non possiamo prescindere da questo dato. Forse prima ancora della città occorre che a essere Smart siano i cittadini.

 

Cesare Maria Casati

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