L'Arca International N° 107

Luglio 2012

PROGETTIAMO LAVORO

Alcuni mesi fa ebbi occasione di scrivere alcune riflessioni sulla crisi economica e di sviluppo che attanaglia quasi tutta l'Europa sino al punto di mettere in discussione l?esistenza stessa dell'Unione.


In quella occasione proposi di sfruttare la crisi e di esorcizzarla cercando di approfittare della situazione drammatica per cambiare alcune regole di mercato e di comportamenti in modo rivoluzionario, rivalutando i criteri di arricchimento culturale, creativo e spirituale rispetto al culto dei facili consumi e delle fortune virtuali senza nessuna utilità sociale.

 

Ora, che forse abbiamo veramente raggiunto il livello più basso, mi sembra che la crisi abbia preso l'aspetto di una situazione da tempo di guerra, situazione senza bombe e trincee già vissuta due volte dalle precedenti generazioni europee che obbliga, e soprattutto gli architetti, a pensare positivamente e programmare da subito il dopoguerra.

 

Intendo che forse il tempo dei progetti come macro sculture, affascinanti, emozionanti, sempre caratterizzati da forme fortemente estetiche, sempre gratificanti sia per i progettisti sia per le città che li ospitano, sia giunto quasi alla fine.


Grazie ai sofisticati programmi informatici, le infinite possibilità di immaginare e trasformare volumi geometrici semplici in forme imprevedibili con inclinazioni e incastri volumetrici al limite delle possibilità costruttive, piacevoli sicuramente da vedere e per noi da pubblicare, siano simili al canto estivo delle cicale che crea rilassanti atmosfere apprezzabili soprattutto in vacanza, ma poco utili in periodi di emergenza. Infatti, la guerra economica in atto in Europa è in gran parte dovuta a Paesi cicale fortemente indebitati rispetto alla parsimoniosa e pragmatica formica Germania.


Ora credo sia giunto per tutti i progettisti e investitori il momento di pensare seriamente a nuove soluzioni abitative per le quali, come aveva preannunciato Jean Prouvé nel 1947 (immediato dopoguerra), i prefabbricati metallici potranno diventare decisamente innovativi per volumi e spazi abitativi se saranno realizzati dalle grandi industrie metalmeccaniche. Oggi, dopo più di sessanta anni, non dovrebbe essere difficile immaginare bellissime "case-auto" senza ruote e senza motore di almeno 150 metri quadrati che siano accostabili, accumulabili, sovrapponibili e soprattutto economiche, che corrispondano finalmente agli usi e ai comportamenti di vita delle attuali e prossime generazioni. Le attuali soluzioni abitative per materiali e per distribuzione sono sempre simili a quelle di un secolo fa.


Soluzione di design architettonico che creerà nuovo lavoro nell?industria automobilistica e cantieristica, innovazione tecnologica e un enorme indotto industriale e artigianale che darà a tutti i Paesi la possibilità di combattere la disoccupazione e caratterizzare la propria produzione secondo usi e costumi che verranno proposti al nuovo mercato immobiliare.


Progettiamo nuovo lavoro per ricostruire e rottamare tutto il costruito brutto, inutile e sbagliato.

 

Cesare Maria Casati

Niccolò Baldi

Matteo Citterio

Joseph di Pasquale

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