Sharifi-ha House Tehran, Iran

 

pubblicato ne l'Arca International n. 121

 

Sharifi-ha House, Tehran, Iran, progetto: Next Office Architects

 

 

Designer: Alireza Taghaboni; Design Associates: Roohollah Rasouli, Farideh Aghamohammadi, Bahoor Office (Hamid mohammadi, Amir Taleshi); Senior Consultant in Detail: Shahnaz Goharbakhsh; Supervisions: Shahnaz Goharbakhsh, Alireza Taghaboni; Project Associates: Mojtaba Moradi, Negar Rahnamazadeh, Asal Karami, Majid Jahangiri, Masoud Saghi, Hossein Naghavi, Fatemeh S.Tabatabaeian, Iman Jalilvand; Construction: Imen Sazeh Fadak Consulting Eng; Landscape Consultant: Babak Mostofi Sadri, Omid Abbas Fardi; Structural Design: Sohrab Falahi; Mechanical Consultant: Hoofar Esmaeili; Electrical Consultant: Mohammad Torkamani; Revolving Rooms System: Bumat Company; Clients: Mojgan Zare Nayeri, Farshad Sharifi Nikabadi; Photos: Parham Taghioff, Salar Motahari, Majid Jahangiri

 

 

Le qualità spaziali degli interni, così come la configurazione formale degli esterni della Sharifi-ha House rispondono direttamente allo spostamento di “scatole rotanti” che ne trasformano il volume da aperto a chiuso a seconda delle stagioni o delle necessità funzionali.

 

 

L’apertura/chiusura dell’edificio fa riferimento alle case tradizionali iraniane, che seguono in modo dinamico le abitudini abitative stagionali, avendo sia un Zemestan-Neshin (soggiorno d’inverno) sia un Taabestan-Neshin (soggiorno estivo). In estate, Sharifi-ha House è un volume aperto e trasparente con ampie terrazze.

 

 

Al contrario, nei freddi e nevosi inverni di Teheran il volume si chiude, presentando aperture minime e nessuna terrazza. La casa è distribuita su sette piani: i due piani interrati sono per la convivialità famigliare, con strutture per il fitness e aree benessere, mentre al piano terra ci sono il parcheggio e le stanze di servizio. Le attività sociali si svolgono al primo e al secondo piano, e la vita privata della famiglia al terzo e quarto piano.

 

 

Il progetto è costituito da quattro parti principali; la struttura fissa, il vuoto,  il volume fisso e il volume mobile. Quando le scatole rotanti sono chiuse, l’edificio cattura la luce solare attraverso lo spazio vuoto centrale, che collega anche i due volumi fissi tramite passerelle. Il sistema strutturale di questa casa “mobile” è inevitabilmente irregolare.

 

 

I carichi principali poggiano tutti sulle travi dei soggiorni. A causa delle varie configurazioni che si possono adottare con le scatole rotanti, il calcolo dei carichi è stato stimato sulla base del massimo valore possibile di carico applicato al sistema.

 

 

Inoltre, in fase di di progettazione si è dovuto considerare il controllo delle possibili vibrazioni per impedire la deformazione strutturale delle scatole rotanti.