iHouse Dormitory, Togane-shi, Chiba-ken, Giappone

 

Pubblicato ne l’Arca International 139

 

iHouse Dormitory, Togane-shi, Chiba-ken, Giappone, progetto: Studio SUMO

 

 

Architect’ Firm: Studio SUMO (Design Architect); Architect of Record: Obayashi Corp., Koji Onishi (general manager); Toshimichi Takei (manager); Atsuko Mori (deputy manager); Mao Shigeishi, Hikaru Takei; Design Architect/Interior Designer: Studio SUMO, Sunil Bald, Yolande Daniels (partners in charge); Edward Yujoung Kim, Teo Quintana, Jae-Hyun Kim, Kevin Sani, Yezi Dai, Youngtack Oh, Masahi Takazawa (project team); Architect/Construction Supervision: Obayashi Corp; Lighting Designer: Studio SUMO, Obayashi Corp; Carpets: Tile Carpet GE Series, Toli Corporation; Ceilings: Rockwool Acoustic Board, Daiken Corporation; Glass: Ohyama Glass; Lighting: Panasonic, Daiko, Yamagiwa; Masonry and Stone: Nakamura Sekizai ; Metalworks: Nagaoka Sash Kogyo, Reiho Sangyo, Trust One, Kanedan, Atlas Ark; Structural System: Kaiser Void Slab System/Nihon Kaiser; Walls: Yoshino Gypsum; Windows, Curtainwalls, Doors: Lixil, Bunka Shutter, Nabco Systems, Naigai Technos; Client: Josai University Educational Corp.; Photos: Kawasami Kobayashi (KK) Photograph Office; Kudoh Photography (K)        

      

 

Mentre il Giappone si confronta con una popolazione in declino, le università stanno cercando di attirare un corpo studentesco sempre più internazionale per soggiorni sia a lungo che a breve termine. Questo dormitorio e il Centro Internazionale per circa 140 studenti internazionali ospitano, educano e integrano in modo efficiente una popolazione culturalmente ed economicamente diversificata con un insieme di spazi pubblici condivisi e camere singole e doppie con bagni privati, a camere da quattro con servizi condivisi.

 

 

Queste camere condivise consentono alla Josai International University di offrire sistemazioni per un minimo di $ 80 al mese e sono particolarmente destinate a studenti con mezzi modesti provenienti da Paesi emergenti dell’Asia e dell’Europa dell’Est. L’edificio si trova lungo la strada principale di accesso all’università sul bordo di una distesa di campi di riso.

 

 

È composto da una stecca dormitorio larga 9 metri che sovrasta il Centro Internazionale proiettato verso l’esterno per abbracciare il paesaggio. Il Centro Internazionale è composto da una galleria, da una sala archivio e da uno spazio eventi in memoria dello scomparso Principe Takamado che ha aiutato a stringere la collaborazione tra Giappone e Corea per ospitare la Coppa del Mondo di Calcio 2002.

 

 

La JIU mantiene stretti rapporti con la famiglia Takamado. Si entra nell’edificio dalla strada del campus attraverso un’apertura nella stecca che separa le due funzioni al piano terra.

 

 

Una superficie di frangisole di lamiera punteggiata da balconi sporgenti maschera le passerelle esterne che servono le camere del dormitorio che si affacciano sui campi di riso.

 

 

Questa superficie è composta da frangisole in alluminio prefabbricati di diverse dimensioni, ciascuno con uno sbalzo della propria estensione massima consentita oltre un supporto verticale.

 

 

Ciò crea una struttura intrecciata sia in altezza sia in sezione. L’obiettivo dei frangisole era quello di mascherare il dormitorio e creare una facciata unificata che riflettesse un’identità singola anziché una sequenza di unità.

 

 

Gli elementi di alluminio rivolti verso sud seguono il sole durante il giorno, l’edificio va dal bianco, all’argento all’arancio del tramonto.

 

 

Dietro la facciata, una serie di porte scorrevoli di vetro si aprono sulle passerelle, ricordando lo spazio “engawa” delle case tradizionali giapponesi.

 

 

Gli ambienti comuni, le passerelle e il sistema dei balconi ampliano verso l’esterno lo spazio di vita.