Casa Plana, Porto Feliz, Brasil

 

pubblicato ne l'Arca International n. 145

 

Casa Plana, Porto Feliz, Brasil, progetto: Studio MK27/Marcio Kogan+Laura Reis

 

 

Project: Studio Mk27; Architect: Marcio Kogan; Co-Architect: Lair Reis; Interior Design:  Diana Radomysler; Project Team:  Carlos Costa,  Carolina Castroviejo, Laura Guedes, Mariana Simas, Oswaldo Pessano, Raquel Reznicek, Renato Périgo, Ricardo Ariza Miyabara; Landscape Designer: Maria João D'Orey; Structure Engineer, Steel Structure, MEP: Afaconsult; Foundations: Afaconsult (project), Apoio (consulting); Sustainability Consultant: CTE / house enrolled in Green Building Council reference home; Air Conditioning: Logitec ; Automation Consultant: Noise (project), Cynthron (installation); Contractor: Fairbanks & Pilnik; Main Suppliers: Bellas Artes (stone), Plancus (internal and external wood panels and doors),  Tecnosystem (aluminium frames), Marvelar (woodwork), Lumini (lighting) Photos: Fernando Guerra

 

 

Planar House è un esercizio radicale di orizzontalità, aspetto comunemente esplorato nei progetti dello studio. Inserita con discrezione nel punto più alto del terreno e favorendo la topografia esistente, la sua presenza è più fortemente avvertita nell’impronta che volumetricamente. Una lunga linea in un paesaggio aperto.

 

 

Questo tipo di inserimento sul terreno richiedeva cura e attenzione nel progetto del tetto, che è la quinta facciata dell’edificio. Questo è stato un esercizio per la composizione e selezione degli elemnti da collocarevi, come pannelli solari e lucernari. Il tetto verde imita il prato circostante e contribuisce al confort termico della casa.

 

 

Strutturalmente, la lastra è una piattaforma rigida sostenuta non da travi ma direttamente dai pilastri, che sono distribuiti modularmente su tre assi. I pilastri metallici a forma di croce sono un omaggio alle eleganti proporzioni dell’architettura miesiana.

 


Sotto il tetto ci sono due scatole funzionali, la prima con le aree di servizio, la palestra, la tv e le sale giochi e la seconda con le cinque camere da letto con bagno. I soggiorni sono situati alle estremità e possono essere completamente aperti o chiusi mediante vetrate  scorrevoli che trasformano l’intera casa in una terrazza.

 

 

Gli interni sono realizzati con mobili in legno massiccio e massello e la disposizione degli spazi lascia spazio sufficiente per la libera circolazione tra i mobili e i pannelli e consente una fruizione personalizzata di ogni singolo pezzo.

 

 

Una poltroncina/amaca traslucida e multicolore appesa alla lastra diventa il centro dell’attenzione e contrasta con l’orizzontalità della casa.

 

 

Intorno alla rigida distribuzione formale, vi è un muro di contenimento verticale di mattoni pieni disposti in pieni e vuoti. Paradossalmente, definisce le diverse relazioni tra gli spazi interni ed esterni. Il muro, che di solito è un simbolo di divisione e isolamento, in questo progetto, a volte concavo e in altri casi convesso, abbraccia il giardino d’ingresso e crea trasparenze, oltre a offrire protezione dalla strada.

 

 

La sua struttura in mattoni contribuisce a creare un’atmosfera accogliente e crea filtri luminosi con effetti cinetici con il trascorrere della giornata.