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Gennaio 2012 | N° 276
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   Editoriale: E´ il momento di cambiare  
Cesare Maria Casati E´ il momento di cambiare - It is time to change
Citterio + Baldi Mai usato 60 secondi per realizzare che è possibile? - Have you ever taken 60 seconds to realise it is possible?
Foster ? Partners Spaceport America - Upham, New Mexico
Architecture and Vision Mooncapital - Future Codex
James Law Cybertecture International Technosphere - Jebel Ali, Dubai, UAE
Floating Permaculture
Airbus 2050
Stratocruiser
Ecco Camper
Hassel Australian High Speed Vehicle (A-HSV)
Jacques Rougerie Seaorbiter
Energia & Sostenibilita´ - Energy & Sustainability
Joseph di Pasquale E ora disegniamo il sole! - It is time to design the sunshine!
Impianto solare di Mées - Mées Solar Plane
Rafaa Architects Impianto solare termico - Solar Plant Tower, Ivanpah
Pasquale Amideo Tecnologia fotovoltaica - Photovoltaic Technology
Parco d´attivita´ de l´Argile et du Tiragon - Activity Park
Centrale solare - In Callian
Anna Conti Anello solare - Space Energy Belt
Imbarcazione Solare - Planet Solar Yacht
Giancarlo Zema Design Group Lotus - Modular Eco-Urban Furniture System
Moduli flessibili - Global Solar
Parco sperimentale - A Multi-technology Park
Camminare sul fotovoltaico - PV Walkable Pavementark
l´Arca 2
Tutto il mondo Occidentale sta vivendo in questo periodo temporale una crisi economica che oltre agli effetti che tutti stiamo subendo, sembra paralizzare le volontà delle giovani generazioni, soprattutto europee, nel cercare di "cambiare il mondo" come sempre nel passato è avvenuto. Mai come ora il terreno per accogliere la ribellione delle avanguardie è stato così fertile per aggredire l´attuale società della parte del mondo che sino a ieri si credeva ricca per innovare, e decisamente cambiare. La cosiddetta globalizzazione sta distruggendo tutti i valori materiali, vecchie ideologie e costumi di una borghesia stanca e invecchiata. Sino a ieri la nostra parte del mondo, grazie alle sue scoperte scientifiche, ai processi produttivi industriali, alla sua rete informatica, ai suoi linguaggi estetici nelle arti, nella musica e nella architettura e al design, si credeva inattaccabile e pensava di continuare ad arricchirsi importando ricchezza e esportando beni, costumi e idee. Ora questo sistema è in profonda crisi perché la globalizzazione, soprattutto culturale ed estetica, ci si rivolge contro obbligando noi a indebitarci, a importare beni simili ai nostri che ci consentano di aumentare il nostro benessere, a costi produttivi molto più bassi e obbligandoci, per la prima volta, a esportare ricchezza e di conseguenza impoverirci. Naturalmente nelle dovute proporzioni tutto ciò avviene anche nel mondo dell´architettura e del design dove americani ed europei cercano e riescono a esportare almeno dei progetti. Ecco perché pensavo che è giunto il momento che soprattutto l´Europa, o almeno le sue nuove generazioni professionali di artisti, progettisti, politici e filosofi, non ancora contaminate dagli standard attuali di benessere griffato come "green" o "eco" o "post", approfittino della vera globalizzazione delle comunicazioni, delle immagini e dei concetti che è la rete, per spiazzare il conformismo formale, culturale e finanziario, che sino a ora abbiamo esportato e radicato nei Paesi ricchi orientali, per proporre formalmente ed economicamente come il nostro "mondo" è cambiato radicalmente. Cambiamento e rivoluzione culturale che solo noi con la nostra storia e cultura siamo in grado di progettare e trasformare e progredire perché possediamo il "processo" culturale, che secolo dopo secolo ci ha consentito sempre di innovare, modificare e quindi progredire. Processo possibile solo se ogni generazione ha la capacità di cambiare ed edificare sul passato. Procedimento che il mondo Orientale, basato per cultura e pensiero linguistico soprattutto sulla conservazione di valori spirituali e immateriali, non ha la possibilità di modificare perché il loro linguaggio estetico e decorativo, da sempre gelosamente tramandato, non si modifica nonostante oggi, grazie alla globalizzazione, abbia dimostrato di essere in grado di produrre beni e investimenti utilizzando i nostri codici. Codici a cui, se noi sapremo cambiare e trasformare, dovrà passare molto tempo prima che riescano ad adeguarsi senza la nostra collaborazione. Anche la nostra rivista con le sue due edizioni sta meditando trasformazioni radicali per adeguarsi a diventare uno strumento sempre adeguato ai nuovi cambiamenti della società e dei costumi e quindi più realmente europea e internazionale con nuove attività anche sulla rete per cercare di riuscire a diventare una vera voce significativa per i giovani progettisti e imprenditori che nei prossimi anni dovranno sicuramente dare il meglio di loro stessi.
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