| Cesare M. Casati |
Meglio il leggero - Light is better
|
|
| Daniel Libeskind |
Architecture is a Language
|
|
| Daniel Libeskind |
Westside Shopping and Leisure Centre a Berna-Brunnen
|
|
| Daniel Libeskind |
Grand Canal Square - Theatre and Commercial Development in Dublin
|
|
| Daniel Libeskind |
Fiera Milano Project
|
|
| Daniel Libeskind |
Memoria e Luce, Padova
|
|
| Daniel Libeskind |
Editorial Bresciana Tower
|
|
| Daniel Libeskind |
Palazzo dell?Edilizia, Alessandria
|
|
| Daniel Libeskind |
Stretto di Messina, Reggio Calabria
|
|
| Antonino Saggio |
Magica Università - Magical Universities
|
|
| LIN Finn Geipel ? Giulia Andi |
La Cité du Design, Saint-Etienne
|
|
| Claude Vasconi, Thomas Schinko |
Lycée Gallieni, Toulouse
|
|
| Foster + Partners, Buro Happold |
Langley Academy, Slough, UK
|
|
| Morphosis |
Cahill Center for Astronomy and Astrophysics, Pasadena (California)
|
|
| Samir Khairallah & Partners |
Ignatius Hall Administration Building, University of Balamand, Lebanon
|
|
| Rita Rava e Claudio Piersanti |
Istituto Albergiero ?Pellegrino Artusi?, Riolo Terme (RA)
|
|
| Alda Mercante |
La decima musa - The Tenth Muse
|
|
|
Lyon Confluence
|
|
|
l`Arca 2 + News/Dossier
|
|
|
| E`passato piu` di mezzo secolo da quando Jean Prouvé preconizzava
l`evoluzione della realizzazione dei progetti di architettura
in un nuovo processo produttivo interamente industriale,
che abbandonasse definitivamente tradizioni e culture
tecniche proprie del mondo della costruzione artigianale per inserirsi nella
nuova dimensione produttiva appartenente alla sfera, tecnologicamente
evoluta, dell`industria cantieristica e metalmeccanica.
Ieri come oggi, questo settore industriale, che e` impegnato per lo piu` nella
costruzione di navi, aerei, treni e autovetture, nonostante le grandi intuizioni
di Prouvé, continua a trascurare il mercato edilizio e a non spostare le proprie
tecniche ed esperienze verso la costruzione della "casa" dove abitare e lavorare.
Eppure siamo dinanzi a una cultura industriale di grande qualita`, gia` in grado
di realizzare grandi e piccoli contenitori abitabili formalmente e strutturalmente
definiti da progetti che nulla hanno a che fare con l`estetica e la struttura
dell`architettura tradizionale, che si esprime per tradizione attraverso
opere uniche con l`ambizione di immortalita`, costruendo enormi edifici galleggianti,
grandi aerei transoceanici o semplici pullman, camper o roulotte.
Abbiamo sistemi costruttivi che nascono non dalla tradizione formale del
"Partenone" e che vedono sempre la loro concezione progettuale partire da
materiali e componenti leggeri, artificiali o comunque trasformati ed elaborati
industrialmente secondo metodi scientifici, facilmente assemblabili, sostituibili.
Disponiamo di elementi costruttivi e strutture metalliche leggeri, finiture e
superfici realizzate con materiali di sintesi plastici e trasformabili, impianti flessibili
e sofisticati, controllo domotico facilmente applicabile e possibile robotizzazione
utile in alcuni movimenti ripetuti di alcuni componenti.
Sono, questi, concetti produttivi che, se trasferiti alla nostra tradizionale cultura
progettuale, consentirebbero di costruire con un minor inquinamento
ambientale, data la facile sostituibilita` e mobilita` degli edifici, un miglior adeguamento
estetico e funzionale alla contemporaneita` dei costumi e delle
necessita`, come avviene per le auto e per tutte la protesi industriali che ci circondano,
e come avviene in tutti i prodotti industriali, caratterizzati da efficienza
energetica controllata, certificata, standardizzata e normalizzata per
ogni componente o edificio finito.
Senza contare che, se gli architetti, ingegneri e designer da una parte, e la
grande industria cantieristica, nautica e aereonautica dall`altra, cominciassero
a considerare la profezia di Prouvé con maggior attenzione, si potrebbe risolvere
anche il grande problema attuale dell`industria automobilistica americana
e europea, che vede un mercato saturo e di conseguenza dovra` ridurre
significativamente la produzione senza prospettive possibili di riconversione
di decine e decine di migliaia di addetti che si troverebbero senza lavoro.
Per aderire a questa trasformazione sostanziale della costruzione e del progetto
sara` necessario modificare il nostro atteggiamento affettivo e un po` feticistico
verso l`oggetto "casa", e comportarci come facciamo abitualmente con le
nostre automobili, che consideriamo, anche quando ci affezioniamo sino a
collezionarle, come oggetti utili, sostituibili, dai quali pretendiamo efficienza,
protezione e confort sempre adeguati all`attualita` dei tempi, alle nostre mutate
necessita` e alla ricerca tecnologica piu` attuale.
Con il costruito industrialmente leggero risolveremmo anche tutti i problemi
di resistenza sismica, di dispersione energetica, e di autoproduzione di gran
parte dell`energia necessaria, integrando, dove possibile, fotovoltaico evoluto
(prossimamente in vernici, pellicole e gelatine) e impianti microeolici, sempre
produttivi giorno e notte.
|
|