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Sommario 276: |
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Editoriale: E´ il momento di cambiare |
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| Cesare Maria Casati |
E´ il momento di cambiare - It is time to change
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| Citterio + Baldi |
Mai usato 60 secondi per realizzare che è possibile? - Have you ever taken 60 seconds to realise it is possible?
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| Foster ? Partners |
Spaceport America - Upham, New Mexico
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| Architecture and Vision |
Mooncapital - Future Codex
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| James Law Cybertecture International |
Technosphere - Jebel Ali, Dubai, UAE
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Floating Permaculture
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Airbus 2050
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Stratocruiser
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Ecco Camper
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| Hassel |
Australian High Speed Vehicle (A-HSV)
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| Jacques Rougerie |
Seaorbiter
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Energia & Sostenibilita´ - Energy & Sustainability
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| Joseph di Pasquale |
E ora disegniamo il sole! - It is time to design the sunshine!
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Impianto solare di Mées - Mées Solar Plane
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| Rafaa Architects |
Impianto solare termico - Solar Plant Tower, Ivanpah
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| Pasquale Amideo |
Tecnologia fotovoltaica - Photovoltaic Technology
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Parco d´attivita´ de l´Argile et du Tiragon - Activity Park
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Centrale solare - In Callian
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| Anna Conti |
Anello solare - Space Energy Belt
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Imbarcazione Solare - Planet Solar Yacht
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| Giancarlo Zema Design Group |
Lotus - Modular Eco-Urban Furniture System
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Moduli flessibili - Global Solar
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Parco sperimentale - A Multi-technology Park
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Camminare sul fotovoltaico - PV Walkable Pavementark
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l´Arca 2
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| Tutto il mondo Occidentale sta vivendo in questo periodo
temporale una crisi economica che oltre agli effetti che tutti
stiamo subendo, sembra paralizzare le volontà delle giovani
generazioni, soprattutto europee, nel cercare di "cambiare il mondo"
come sempre nel passato è avvenuto.
Mai come ora il terreno per accogliere la ribellione delle avanguardie
è stato così fertile per aggredire l´attuale società della parte del mondo
che sino a ieri si credeva ricca per innovare, e decisamente cambiare.
La cosiddetta globalizzazione sta distruggendo tutti i valori
materiali, vecchie ideologie e costumi di una borghesia stanca e
invecchiata.
Sino a ieri la nostra parte del mondo, grazie alle sue scoperte scientifiche,
ai processi produttivi industriali, alla sua rete informatica,
ai suoi linguaggi estetici nelle arti, nella musica e nella architettura e
al design, si credeva inattaccabile e pensava di continuare ad arricchirsi
importando ricchezza e esportando beni, costumi e idee.
Ora questo sistema è in profonda crisi perché la globalizzazione,
soprattutto culturale ed estetica, ci si rivolge contro obbligando noi
a indebitarci, a importare beni simili ai nostri che ci consentano di
aumentare il nostro benessere, a costi produttivi molto più bassi e
obbligandoci, per la prima volta, a esportare ricchezza e di conseguenza
impoverirci.
Naturalmente nelle dovute proporzioni tutto ciò avviene anche nel
mondo dell´architettura e del design dove americani ed europei cercano
e riescono a esportare almeno dei progetti.
Ecco perché pensavo che è giunto il momento che soprattutto l´Europa,
o almeno le sue nuove generazioni professionali di artisti,
progettisti, politici e filosofi, non ancora contaminate dagli standard
attuali di benessere griffato come "green" o "eco" o "post", approfittino
della vera globalizzazione delle comunicazioni, delle immagini
e dei concetti che è la rete, per spiazzare il conformismo formale,
culturale e finanziario, che sino a ora abbiamo esportato e radicato
nei Paesi ricchi orientali, per proporre formalmente ed economicamente
come il nostro "mondo" è cambiato radicalmente.
Cambiamento e rivoluzione culturale che solo noi con la nostra storia
e cultura siamo in grado di progettare e trasformare e progredire
perché possediamo il "processo" culturale, che secolo dopo secolo ci
ha consentito sempre di innovare, modificare e quindi progredire.
Processo possibile solo se ogni generazione ha la capacità di cambiare
ed edificare sul passato. Procedimento che il mondo Orientale,
basato per cultura e pensiero linguistico soprattutto sulla conservazione
di valori spirituali e immateriali, non ha la possibilità di modificare
perché il loro linguaggio estetico e decorativo, da sempre gelosamente
tramandato, non si modifica nonostante oggi, grazie alla
globalizzazione, abbia dimostrato di essere in grado di produrre
beni e investimenti utilizzando i nostri codici. Codici a cui, se noi
sapremo cambiare e trasformare, dovrà passare molto tempo prima
che riescano ad adeguarsi senza la nostra collaborazione.
Anche la nostra rivista con le sue due edizioni sta meditando trasformazioni
radicali per adeguarsi a diventare uno strumento sempre
adeguato ai nuovi cambiamenti della società e dei costumi e quindi
più realmente europea e internazionale con nuove attività anche
sulla rete per cercare di riuscire a diventare una vera voce significativa
per i giovani progettisti e imprenditori che nei prossimi anni
dovranno sicuramente dare il meglio di loro stessi.
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